Io sono curiosa (1967) Vilgot Sjöman

Vilgot Sjöman è un regista che i censori italiani vedono come il fumo negli occhi, a causa della sua predilezione per argomenti tabù (e Taboo sarà il titolo di un altro suo controverso film del 1975), affrontati con toni espliciti e corredati di annotazioni politiche e sociali.

490+1 (491, 1964) è bocciato in primo e secondo grado per le allusioni all’omosessualità e dovrà attendere il 1968 per uscire nel nostro paese, e il dramma in costume Il letto della sorella (Syskonbädd 1782, 1967) ha sorte analoga per via della tematica incestuosa: dovrà attendere quattro anni per l’uscita, dopo la duplice bocciatura.
io sono curiosa (2)Io sono curiosa (Jag är Nyfiken – gul, alla lettera Io sono curiosa – giallo), realizzato nel 1967 e prima parte di un dittico che comprende il successivo Jag är Nyfiken – blå (blu) a indicare i due colori della bandiera svedese, è l’opera più celebre e controversa di Sjöman. Che sceglie la strada del pamphlet godardiano, scavando nelle contraddizioni della socialdemocrazia e cercando di comporre un quadro dei tempi. In forma di film-inchiesta, il regista segue l’attrice Lena Nyman, all’epoca sua compagna, in una serie di interviste sulle condizioni sociali e politiche svedesi e internazionali: la Nyman incontra tra gli altri Martin Luther King (scena realizzata nel marzo ’66, quando il reverendo King era a Stoccolma con Harry Belafonte per un giro di conferenze a supporto dei diritti degli afroamericani, e presentata nel film all’interno di una sequenza onirica), il futuro premier Olof Palme e il poeta russo Evgenij Evtušenko.
Ma c’è di più: birichinamente inserite tra dialoghi torrenziali e messaggi sociopolitici, fanno capolino scene di sesso che agli occhi ancora vergini di molti spettatori – sconcertati dalla franchezza con cui il film affronta un argomento tabù (Lena conserva un archivio con informazioni sui 23 uomini con cui ha fatto sesso) – paiono non simulate. Non è così, ma le sequenze in cui la Nyman si intrattiene con Borje Ahlstedt costano al film un processo per oscenità trascinatosi per un intero anno; lo scandalo fa da formidabile cassa di risonanza per il film di Sjöman, che viene finalmente sdoganato per le sue qualità artistiche ma arriva a un pubblico desideroso di vedere sullo schermo scene di nudo, al di fuori dei circuiti per adulti: incasserà oltre 6 milioni di dollari nelle sale nordamericane, diventando un vero e proprio fenomeno di costume, guadagnandosi citazioni disparate, dal telefilm Get Smart ai fumetti dell’Uomo ragno.
Io sono curiosa arriva in Italia in versione doppiata grazie alla Indief, che lo presenta in revisione l’11 novembre  1968, in una copia della durata di 2656 metri (97′ circa).
La IV sezione esprime parere favorevole alla proiezione in pubblico con divieto ai minori di 18 anni, «giustificato in quanto nel film sono contenute scene di nudo, anche se non a sfondo erotico, e battute di dialogo controindicate alla sensibilità evolutiva dei predetti minori» (v.c. 52745 del 20/11/68). Il rappresentante della ditta distributrice dichiara di non essere disposto a effettuare tagli per un eventuale abbassamento del divieto, e rinuncia all’appello.io sono curiosa giallo
Alcuni mesi dopo, nel marzo 1969, la Indief richiede l’autorizzazione all’inserimento di tre ulteriori scene della durata complessiva di 40 metri (circa 1’27”) nel secondo rullo del film: si tratta di «scene dei due protagonisti nella camera di Lena», come le liquida sbrigativamente la documentazione presentata: ossia, presumibilmente, proprio le sequenze più esplicite che tanto avevano infiammato le platee estere.
La riedizione non ha però vita facile: l’11 aprile la procura della Repubblica di Roma ordina il sequestro del film sul territorio nazionale. Io sono curiosa verrà dissequestrato con sentenza della corte d’appello 1561 datata 16 novembre 1971, previa eliminazione e confisca delle seguenti scene: «1°: amplesso tra Lena e Borja [sic] in casa della prima; 2°: accoppiamento dei predetti su balaustra palazzo reale». La seconda parte, quella blu, non arriverà mai nel nostro paese: gli spettatori italiani sono curiosi, sì, ma di ben altro.

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