Non aprite quella porta (1974) di Tobe Hooper

Non aprite quella porta (1974, Tobe Hooper)
Di Fabio Pucci


La recente scomparsa del regista Tobe Hooper ha riesumato, tra gli appassionati di horror e di cinema di genere, la questione dell’assenza sul mercato homevideo italiano di un’edizione definitiva, o meglio, filologica, del suo film più celebre, ovvero The Texas Chain Saw Massacre, da noi Non aprite quella porta. Tra versioni integrali ridoppiate e altre censurate ma provviste dell’originale doppiaggio italiano, la situazione appare tanto complessa quanto, ad oggi, poco soddisfacente. Proveremo, nelle prossime righe, a fare un po’ di chiarezza sulle varie edizioni tramandate. Sulla trama, che probabilmente tutti conosceranno, non ci soffermeremo: una gita texana di cinque ragazzi si trasforma in tragedia a causa di una famiglia di psicopatici del luogo.

Il film, girato in 16mm, poi gonfiato a 35 per la distribuzione in sala, avvenuta negli Usa nell’ottobre 1974, è rilevato per la distribuzione italiana dalla Fida Cinematografica di Edmondo Amati, già responsabile della circolazione nelle sale nostrane di un altro caposaldo del cinema estremo statunitense: L’ultima casa a sinistra di Wes Craven. La domanda di revisione è accolta in data 3 marzo 1975. Il film, in una copia di 2239 metri accertati, è vagliato dalla 1^ Sezione della Commissione di Revisione Cinematografica in data 16 aprile 1975. Il responso: concessione del nulla-osta di proiezione in pubblico, con il divieto di visione ai minori degli anni 18 per le ripetute scene di raccapricciante violenza che potrebbero turbare la particolare sensibilità dei minori.

non aprite quella porta

Il film, uscito nelle sale italiane nel giugno 1975 e saltuariamente trasmesso sulle tv locali nel corso dell’intero decennio successivo, troverà sbocco nel mercato vhs italiano soltanto nei primi anni novanta, grazie alla videocassetta Skorpion. Anziché sfruttare il master italiano, la Skorpion impiega come matrice un’edizione integrale americana, sostituendo il titolo originale con uno italiano ricreato in video ed effettuando un nuovo doppiaggio, che mantiene però almeno un doppiatore (Massimo Giuliani, voce del personaggio di Franklin) dell’edizione italiana cinematografica. La durata è di 83’25” a 24fps (corrispondenti a quasi 80′ a 25fps). Il film, originariamente mascherinato, è qui presentato in un open matte 4/3.
I più recenti (2004 e 2006) dvd Storm e Dell’Angelo Pictures (entrambe 79’57” a 25fps) hanno imposto definitivamente l’edizione americana con ridoppiaggio Skorpion come vulgata italiana del film di Hooper. Mascherini e titolo originale ripristinati, le nuove edizioni homevideo nostrane mostrano The Texas Chain Saw Massacre in una forma il più possibile vicina a quanto concepito dal regista. Restano dunque irrisolti i dubbi del – chiamiamolo così – filologo delle edizioni tricolori, desideroso di farsi un’idea su cosa lo spettatore italiano vide proiettato in quell’ormai remota estate del ’75.

Per concentrarci maggiormente sul ramo italiano dell’albero genealogico delle edizioni di Non aprite quella porta, un comodo per quanto non esaustivo punto di partenza è rappresentato dalla primissima edizione in dvd del film, edita nel 2003 all’interno della collana Cult Horror, ad opera della neonata label Quintopiano.
Il master, mascherinato solo nei titoli di testa e nel cartello finale, vede come matrice un positivo (in condizioni non buone) discendente dall’originale cinematografico italiano, parentela che ci rivela gran parte delle caratteristiche dell’edizione vista nelle sale nel 1975: doppiaggio originale, titolo in italiano (i restanti titoli di testa non sono tradotti) e un cartello finale, su fondo azzurro, inserito ad hoc per l’edizione nostrana (“Due ore dopo, i criminali venivano arrestati dalla polizia del Texas. Sei mesi dopo, furono processati e condannati alla sedia elettrica… L’unica sopravvissuta è tuttora ricoverata in una casa di cura traumatizzata dalla atroce esperienza vissuta!”).
Almeno due elementi ci suggeriscono però la non corrispondenza tra master Quintopiano ed edizione cinematografica italiana. In primis un minutaggio particolarmente ridotto (73’50” a 25fps), motivato in gran parte da piccoli salti dovuti alle cattive condizioni della fonte, ma anche da tre tagli ben più consistenti. Oltre ai primi due crediti prima del cartello iniziale e a parte dei titoli di coda, mancano infatti all’appello il dialogo tra Franklin e l’amico nel furgone durante la pausa alla stazione di servizio (1’40”), tutta la parte del primo delitto successiva all’accensione della motosega (26”) e Sally lasciata sola dal proprietario del bar, con la radio in sottofondo, prima del suo imprigionamento (1’18”).
Abbiamo poi la questione del cartello posto in apertura che introduce – tramite voce narrante che traduce il testo in sovraimpressione – alle tragiche vicende narrate nel film. Assente dal master inizialmente reperito dalla Quintopiano, esso è integrato da una fonte differente evidentemente sprovvista del doppiaggio italiano. Per coprire l’audio di questi 47” iniziali è stata impiegata la traccia sonora dalla vhs Skorpion; la tonalità (nel dvd) più grave della voce del narratore, che un ascolto superficiale potrebbe far rimandare ad un ulteriore doppiaggio, è in realtà motivata da una più lenta velocità di riproduzione dell’audio rispetto alla videocassetta.

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Per fare luce sugli ultimi punti oscuri riguardanti l’edizione italiana di Non aprite quella porta, abbiamo reperito una registrazione dalla tv locale Video Firenze, risalente al 1983. Aperta dal logo Fida Cinematografica e mascherinata per tutta la sua durata, tale copia corrisponde probabilmente con quanto uscito nelle sale nel 1975. Tutte le scene tagliate nell’edizione Quintopiano risultano presenti e possiamo finalmente ascoltare il primo doppiaggio italiano sul cartello iniziale (il cui testo risulta non tradotto). Oltre al doppiatore, Vittorio Di Prima nel ridoppiaggio Skorpion e Pino Locchi nell’edizione originale, a cambiare è anche il contenuto delle due traduzioni, che riportiamo:“Il film che state per vedere è la ricostruzione della tragedia che capitò a un gruppo di cinque ragazzi, tra cui la giovanissima Sally Hardesty e il suo invalido fratello Frankin. La loro giovinezza rende l’episodio ancora più tragico, ma anche se avessero avuto una lunga, lunghissima vita, molto difficilmente avrebbero avuto occasione di assistere ad una macabra follia peggiore di quella che vissero quel giorno quando la loro gita in macchina in un tranquillo pomeriggio estivo si trasformò in un atroce incubo. I fatti di quella giornata portarono poi alla scoperta di uno dei più orrendi delitti della storia americana: il cosiddetto massacro della sega a motore.”
(Doppiaggio edizione cinematografica)

“Il film che state per vedere è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani, in particolare a Sally Hardesty e a suo fratello invalido Franklin. Il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico. Le loro giovani vite furono spezzate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere. Per loro, un’idilliaca gita pomeridiana estiva si trasformò in tragedia. Gli avvenimenti di quella giornata portarono alla scoperta di uno dei crimini più efferati della storia americana.”
(Ridoppiaggio vhs Skorpion)

Citiamo, infine, due edizioni italiane edite in dvd dopo la Quintopiano (2003) e prima della Storm (2006).
La prima è una pubblicazione editoriale, curata sempre dalla Quintopiano, uscita in allegato alla rivista Panorama. Si tratta di un approssimativo tentativo di mux della traccia italiana del primo master Quintopiano su un video da dvd estero, con eliminazione di tutte le scene in cui l’audio non risulta disponibile. L’approssimazione risiede non soltanto nella scelta di effettuare tagli arbitrari, ma anche in piccoli problemi di sincronizzazione dell’audio (si noti il sonoro negli ultimi secondi della scena del dito insanguinato succhiato del nonno) e alla scarsa precisione con cui questi tagli sono stati effettuati (ad esempio, l’omicidio con la motosega perde ulteriori 7” rispetto alla precedente edizione). La durata più ampia (78’19”) rispetto all’altro dvd è dovuta unicamente alla differente velocità di riproduzione (24fps anziché 25fps), oltre che al mantenimento dei titoli di coda nella loro forma integrale (lasciati muti ove sprovvisti dell’audio italiano).
Le scene mancanti dalle due edizioni Quintopiano appaiono totalmente reintegrate in un’altra uscita dvd, edita dall’oscura (in tutti i sensi, essendo il nome leggibile solo sul bollino Siae) etichetta Digital Studio. Il master Digital Studio, dalla durata di 80′ a 25fps, si propone verosimilmente di ripristinare l’originale versione italiana partendo da materiali statunitensi. Il “Non aprite quella porta” sui titoli di testa, appositamente ricreato, è ricalcato con innegabile cura su quello dell’edizione cinematografica nostrana, e sulla base di quest’ultima è riproposto, stavolta con qualche differenza (a partire dallo sfondo, qui nero), anche il cartello finale. Il doppiaggio sfruttato è però quello della vhs Skorpion.

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